giovedì 9 maggio 2013

MR. WWF - da Zona Cambio #7

Che ci vado strettissimo nella pausa pranzo ormai, giusto i due allenamenti di nuoto e quello di corsa fatto oggi, ma già la prossima settimana aggiungo un blocco e lo sposterò dalla pausa pranzo a dopo il lavoro. Peccato! Non vedrò più tutti gli abitudinari della pausa pranzo con le loro bizzarre manie, facce strane e comportamenti da psicopatici delle volte:


quella sovrappeso con il tacco da 22cm che si siede da una panchina all’altra mentre fuma e parla al cellulare (sempre) con voce rauca da ultra-fumatrice, quello che parla da solo ad alta voce e che quando lo incrocio mi sposto due metri più largo (hai visto mai sbrocca del tutto!), quella che mangia le carote sulla panchina, quella che porta il cane con il guinzaglio lungo 20 metri, quello (che Dio mi perdoni) “corre” con delle scarpe tipo espadrillas passetti cortissimi lenti e qualcosa che fa il rumore di un metronomo ma con un beep veloce….assurdo questo!, i muratori dei cantieri, la gente alla fermata dell’autobus, i passanti, qualche rara “gnocca”, altri podisti….




Ma questo di oggi non lo avevo mai visto, sbriciolava qualcosa nelle aiuole e poi contemplava con piacere sereno i piccioni che si radunavano in massa per mangiare, anziché andare avanti, però, mr.WWF procedeva barcollante all’indietro con espressione beota ma inebriata da quanto accadeva. Io invece sputavo il sangue con 3x2500 ritmo mezza e recupero 750mt lenti su percorso nervoso a dir poco. Ai primi due incroci tutto regolare, ma lo senti nell’aria certe volte che la primavera non sbocciata nasconde scariche elettriche inimmaginabili!


Curva secca e me lo ritrovo sguardo in aria che all’indietro butta prima a destra e poi a sinistra, la curva è secca, lo vedo che va a destra punto secco (appunto!) a sinistra, ma lui (ovviamente) si sposta….allora lo sfioro deformandomi nella corsa ma rimanendo in piedi pur di non centrarlo del tutto e con le mani a (mia) protezione gli avrò toccato le spalle, quasi a tenerlo fermo lì prima di qualche ulteriore cambio di direzione con conseguenze disastrose per tutti!


“ehi, insomma attento!” mi strilla, io sono già 10 metri avanti e nel dialetto autoctono mi esce automatico di invitarlo ad andare in un posto ancora più bello di un’aiuola con i piccioni, forse per ringraziarlo del fatto che sono ancora in piedi e posso finire l’ultimo 2500. Evidentemente il tale non ha sentito bene dov’era questo posto, forse non lo conosceva bene (mah!), quindi ha iniziato ad inseguirmi affinchè gli ripetessi esattamente dove doveva andare. Adesso a me seccava stoppare il cronometro o rallentare per ripetere una cosa già detta, fiato sprecato ho pensato tra me e me…se mi raggiunge glielo ripeto altrimenti ciccia. Adesso io non sono Usain Bolt, ed il mio ritmo mezza in questo momento fa davvero ridere…ma uno scatto secco o un allungo di un tizio che avrà avuto max 5 anni più di me potrà bastare ad affiancarmi almeno?


…ma quanti posti belli potrebbe vedere la gente se fosse solo un po’ più allenata!


martedì 7 maggio 2013

IRON LAKE – CAMPIONATO ITALIANO TRIATHLON MEDIO 2013

“it’s something unpredictable, but in the end it’s right, I hope you have the time of your life”




Bicchiere pieno, tutto pieno!


Prendo tutto così com’è venuto perchè mi sta bene, sono contento, sono sereno. Ho lavorato bene, ho avuto la fortuna di arrivare puntuale al termine di un 3+1 fatto quasi ad hoc, certo non preparavo questa gara ma il periodo è venuto così. Ero pieno di lavori lunghi e di tanti km fatti in aprile quindi non avevo paura di scoppiare, al massimo avrei rallentato…e così è stato. Sono partito rassegnato a prendere secchi d’acqua viste le previsioni, avrei fatto un combinato lontano da casa in quel caso. Invece ogni attimo senza pioggia era uno stimolo per pestare sui pedali ancora più forte. Ho trovato la telefonata del Maestro al mattino della gara, di lì a poco sarei partito quindi ho potuto richiamarlo solo per raccontargli alla fine com’era andata…ma il solo disturbo che si era preso era motivazione per me. Come essere in compagnia di Carlo, compagno di squadra e ironman fortissimo, un talento puro dal quale assimilare ogni parola, gesto o anche solo intenzione o pensiero. Poi il debutto di Mattia ed i “monelli” S1 che avrebbero dovuto consegnarmi 30 minuti di distacco. La coppa di mia figlia fatta con i lego “papà questa è tua, ma devi vincere!”, le belle parole di mia moglie ed il calore delle persone a me più vicine e di chi si è ricordato, anche con una mail, di darmi un po’ di sostegno. Ho anche dormito la notte prima della gara, mi accade solo per sprint e olimpici.




Il bicchiere è pieno, anche se nel nuoto la mia crisi d’ansia è arrivata…brutta, Richi nuotava comodo in scia, due o tre tocchi ai miei piedi, le onde frontali a infastidire e mi devo fermare. Mi giro dietro e c’è un sacco di gente più la nuova batteria che sta per partire e sono in mezzo al lago con le onde e Richi “ non guardare dietro! Andiamo, andiamo!”, gli dico di andare, 10 bracciate a rana in cui respiro e ricostruisco i miei pensieri, penso alla mia muta nuova e riparto. Subdola ansia…so che tornerà, è arrivata quando credevo di essere già in gara quindi mi farò trovare pronto anche la prossima volta! …beh Richi poi l’ho anche superato tra le due boe seguenti.


Altra cosa gradita è stata il garmin che ha fatto cilecca sul multi sport, non sapevo quasi nulla di cosa facevo in bici, tranne la FC di cui non mi curavo minimamente, in discesa io mi cago sotto, là avrei recuperato, tutto il resto invece a spingere i pedali. Purtroppo poi sono riuscito ad impostarlo a “corsa” sull’ultima frazione e quindi un po’ mi sono controllato…ma sono tentatissimo di non metterlo su al prossimo appuntamento.


In definitiva sono contento per il primo pettorale dell’anno, ho rotto il ghiaccio e mi sono divertito. Sull’arrivo mi sono ricordato che la mia squadra stava vincendo il tricolore ed io vincevo la medaglia finisher con il sorriso di un campionato italiano di altissimo livello, così ho potuto avere la coppa che mia figlia aveva fatto per me.

giovedì 7 marzo 2013

mercoledì 6 marzo 2013

Alcune precisazioni su IO ODIO....

Bene mi pare d'obbligo precisare una cosetta riguardo al post precedente, lo capisco dai commenti che mi arrivano sia qui che su FB.
Questa è una cagata per sorridere, goliardica, di cazzeggio puro su alcune cose fastidiose inerenti il mio approccio al triathlon...mi sono dovuto scervellare non poco per raccoglierle in una sorta di listone, perchè il mio redattore di Zona Cambio, StefanoSTRONG, da me vuole il listone oramai....è tipo la mia "rubrica", questo è il terzo che faccio, mi sa che sarà durissima trovarne degli altri...ci lavoreremo sù magari.

Quindi vi pregherei, va tutto ok! Dick Hoyt, come scritto in un altro post, insieme a suo figlio è stata la mia scintilla sull'ironman...io vivo benissimo, da malato, quando piove, quando non posso allenarmi come in questo periodo, quando trovo un cazzone per strada che mi irrita come nel listone lo mando a cagare seduta stante in tutte le lingue e dialetti che conosco (italiano, inglese e sloveno, leccese e triestino) e tutto passa in un attimo!

Ripeto è tutto ok, se non sono riuscito a farvi sorridere questa volta spero di riuscirci la prossima!

Happy life everyone!

martedì 5 marzo 2013

IO ODIO...

Ultimamente si parla tanto di odio, gente che odia altra gente, che odia fare questo o quello, andare qui ovvero là piuttosto che laggiù invece di salire scende e per dispetto invece di dritta la prende storta, scrive una cosa ne pensa un’altra …. insomma masturbazioni cerebrali oltre che quelleeee …. vabbè quelle!


Io che sono un tipo irascibile, testa di caxxo, volta e gabbana e bastardo dentro … beh non sopporto tante cose, ma proprio tante cose. Tant’è che vorrei proprio farmeli sette annetti in Tibet, hai visto mai miglioro!




Quando poi sono nel pieno della “mia” fatica quotidiana, o in prossimità di … per non parlare della gara …. beh il limite di sopportazione raggiunge il minimo esistenziale.


Alcune sono scontate, altre un po’ meno, ma in perfetto stile puffo brontolone li puffo … ehm … ne elenco un po’, quelle che mi vengono in mente




Io odio quando deve piovere


Io odio quando deve nevicare


Io odio quando arriva la bora


Io odio quand’è troppo umido


Io odio quando ci sono gli anticicloni del caxxo con un caldo pazzesco


Io odio quando è bel tempo durante la settimana e diventa brutto sabato e domenica


Io odio la mass start


Io odio l’acqua troppo fredda


Io odio quando all’ultimo minuto rendono vietata la muta quando da un anno ti immagini quella gara con la muta


Io odio il giorno prima della gara che sto aspettando


Io odio la notte prima della gara che sto aspettando


Io odio non riuscire a ingurgitare la colazione che vorrei la mattina dell’ironman


Io odio la muta quando inizio a prendere le botte in acqua, mi fa una costrizione pazzesca


Io odio quelli che ti toccano i piedi nel nuoto, mi mettono ansia


Io odio quelli che nuotano davanti e fanno zig-zag


Io odio quando si appannano gli occhialini


Io odio quando per sbaglio respiro l’acqua clorata


Io odio il tappeto della zona cambio inzuppato di pioggia fredda


Io odio quando non c’è il tappeto in zona cambio


Io odio quando inizia a piovere proprio quando inizia la frazione bici


Io odio le discese quando piove o sta piovendo


Io odio le discese con le curve


Io odio le discese


Io odio quando nelle gare no draft ti trovi lo stupido al centro della strada e lo devi superare, a sinistra invadi l’altra corsia a destra non si potrebbe … in ogni caso rischi di essere ammonito


Io odio la strada con le buche quando hai la borraccia in mezzo alle appendici


Io odio le auto che suonano a chi va in bici


Io odio le auto che superano a 200 kmh chi va in bici passando a 10cm


Io odio quando ai ristori ti danno l’acqua calda, magari frizzante


Io odio dover maneggiare con gli attrezzi sulla bici, di solito smonto bene e rimonto di merda


Io odio quando fa caldissimo e ti cade per sbaglio l’unica borraccia che hai e la macchina dietro la centra in pieno distruggendola


Io odio quando in bici pensi di aver finito la lunga e faticosa salita e uno spettatore ti urla “dai che manca SOLO un chilometro!”


Io odio pensare alla frazione di corsa di un ironman mentre sono a metà o verso la fine di un lungo in bici


Io odio pensare che mi sono iscritto ad un ironman quando nel weekend sta piovendo, nevicando o sono malato


Io odio quando il capo mi chiama 2 minuti prima della pausa pranzo (per me pausa allenamento)


Io odio i colleghi che fanno l’aperitivo 15 minuti prima della mia pausa allenamento


Io odio i colleghi che vedendomi pronto per la pausa allenamento (corsa) mi chiedono perché prendo l’ascensore, soprattutto quelli obesi


Io odio quando corri e trovi quelli che passeggiano in tanti tutti in riga occupando tutto lo spazio che c’è, e tu stai morendo dalla fatica


Io odio quando corri e trovi quello che passeggia e che devia pian piano proprio dal lato dove lo stai superando … poi tu cambi lato e lui anche, sentendoti arrivare


Io odio quando corri e trovi quelli con il cane al guinzaglio lungo 15 metri


Io odio quando corri e trovi quelli con il cane senza guinzaglio


Io odio quando corri e trovi la cacca dei cani non raccolta


Io odio quando puntualmente lo stesso tipo in gara mi chiede superandomi nella corsa se ero un marciatore ed io puntualmente gli rispondo che ho SOLO le gambe a parentesi e che me lo ha già chiesto nelle gare che gli elenco ogni volta (più una)


Io odio accorgermi che la nuova scarpa da corsa è la causa dell’infiammazione che mi fa bestemmiare


Io odio quelli che si presentano alle gare con lenticolare, bici da 8000 euro, atteggiati come pro e veloci come bradipi


Io odio gli age group pieni di spocchia




…forse ce la posso fare!

mercoledì 23 gennaio 2013

DISSOCIAL NETWORK

Ultimamente i social network mi sembrano veramente poco social.
Oppure, sicuramente sarà così, sono io che sono diventato poco social, e/o forse non lo sono mai stato.
La seconda che ho detto, sicuro!
Quello che noto è che la gente è incazzatissima, ad esempio, su facebook, ogni tanto qualcuno fa i proclami tipo "domani taglierò le amicizie inutili" "....quelli che non dicono niente" "...quelli che non la pensano come me" "....quelli che votano Berlusconi", allora tutti a "cagarsi" sotto, "sarò anche io fra i tagli?" "sarò degno di questa amicizia?" (ma se li ignorate, invece di cancellarli, non è più pulito? come se non esistessero, niente più aggiornamenti (se ce sono mai stati)), oppure quelli che puntualmente provocano di proposito per vedere quanti polli finiscono nella loro solita trappola, oppure quelli che prendono fischi per fiaschi e scoppia la bagarre, le liti grosse, gente che non si saluta più (quando ci sono amici su facebook che non si sono mai cagati "live" oltre che quelli che non si conoscono per niente), famiglie distrutte. Vogliamo parlare poi delle invidie, dei gufaggi selvaggi, delle macumbe online? O di quelli che ti devono aggiungere al Il mio compleanno quando basta inserire la data di nascita per sapere di chi è il compleanno oggi senza scaricare una app per questo, o di quelli che siccome giocano tutto il giorno con le fattorie, i castelli e i poker vogliono che lo fai pure tu! E quelli che arrivano dopo 100 anni che non sai niente di loro e ti chiedono l'amicizia e basta, senza chiederti se magari ti ricordi di loro, se sei proprio tu o almeno come cazzo stai e come cazzo va? E a quelli che ti invitano a degli appuntamenti a Inculandia che rispondiamo? Partecipo, no o sto ancora decidendo? Per certi poi il sig. Zuckerberg dovrebbe mettere il tasto pernacchia di fianco a mi piace! Sono solo alcuni degli atteggiamenti di isteria collettiva, tante volte il motivo per cui sono tentato di freezare il mio account, sparire un po' per vedere se mi manca, sicuramente mi tappo la bocca tantissime volte e scrivo il 10% di quello che mi sta accadendo. Ma poi penso a quanta gente a cui veramente voglio far sapere cosa mi sta accadendo c'è lì, visto che da 20 anni vivo lontano dai MIEI posti e glisso un po' (tanto) su quello che non mi sconfifera.
Twitter è un po' diverso, un bel po'. Prima lo guardavo da lontano, mi sono avvicinato con circospezione, diffidente, mi sono riallontanato e poi ho deciso di provarlo. Non ci sto da molto, lo reputo sicuramente più serio, non per questo privo di frivolezze per chi ne è alla ricerca, ma più easy, immediato e diretto!
Beh poi ci sono i blog, gli angoli intimi (o meno) di chi ci scrive le sue cose. E qui non siamo proprio in libera piazza, ogni volta è come far visita a casa di qualcuno. Che si passi palesandosi (lo preferisco decisamente) o che lo si faccia da anonimo sconosciuto siamo comunque a casa di qualcun'altro.

In definitiva io mi reputo una gran testa di cazzo (un provocatore come ha detto una mia amica oggi ;)), irascibile, lunatico e abbastanza bastardo. In compenso cerco di essere preciso, corretto, leale ed educato.
Una cosa che la mia seconda vita ha accentuato molto è la mancanza di presenzialismo, ci possono essere anche lunghi tratti della mia vita in cui pretendo di stare per i cazzi miei.
Un'altra cosa che la mia vita ha accentuato moltissimo è che se una persona mi sta sul cazzo lo capisce già dalla mia espressione sul viso, figuriamoci poi se mi lascia aprire bocca. 

Esternati questi miei pensieri posso solo aggiungere di non sentirmi affetto di invidia, ho imparato da solo a guadagnarmi con il lavoro quello che desidero. Raggiungere gli obiettivi in questo modo è gratificante, tantissimo ed io sono contento così, quando lo fai con le tue forze, quando il lavoro paga, senza nessuno che alzi la cornetta per te!

venerdì 28 dicembre 2012

Good bye 2012

Tempo di bilanci per quest'anno che sta per chiudersi regolarmente e non come annunciato dal quel popolo di antichi scienziati che si strappavano il cuore da sacrificare affinchè il sole sorgesse il giorno dopo. Nemmeno li nomino.
Tirando le somme (...e non snocciolerò numeri come i politici in tv!) l'annata è stata durissima sotto tanti punti di vista, bellissima per molte cose meno bella per altre ed inevitabilmente mi piace darle un ultimo sguardo prima di voltare pagina.
Ovviamente il pensiero va subito lì, a quel traguardo che oggi e per sempre mi mancherà, ma non serviva arrivare alla fine dell'anno per ricordarmi di ciò che andrò a prendermi perchè credo mi appartenga, perchè lo desidero tantissimo, perchè mi sveglio al mattino e vado a dormire la sera pensando che l'ho fatto e lo rifarò ancora!
Sicuramente il momento più duro dell'anno emotivamente e psicologicamente che ha influenzato tutto da lì in avanti. Mi ha fatto malissimo nell'immediato, ma voglio credere a ciò che "sento" e "si dice"...sono avvenimenti della vita che ti rafforzano. La compagna della mia vita mi ha dato tantissimo sostegno ma soprattutto tanta forza, lei è sempre una conferma, ogni anno, sempre.
Sorvolo sulle difficoltà economiche che pochissime famiglie hanno il piacere di non conoscere, sull'Imu bastarda falsata da una rendita iniqua, ho pagato una follia perchè da 10 anni a questa parte ho finito di tirar sù la MIA casa, con i risparmi di una vita ed una rata di mutuo assurda...chi ha un castello paga meno di me! ...è dura ma devo capacitarmene!

Altre cose sono state sensazionali e bellissime, per la prima volta parlerò di calcio su questo blog. La mia squadra dopo mille peripezie è tornata dove meritava di essere e nel miglior dei modi, con la festa nella città in cui vivo e da invincibile! E' mancata la ciliegina sulla torta ma alla ripresa dopo l'estate le cose sembrano ancora abbastanza cazzute, ed io godo abbastanza, devo ammetterlo.
Solo una cosa non sarà MAI più come prima, dopo quel giorno


...il 13 maggio. Stavo male prima, ogni volta che pensavo a quando sarebbe accaduto, sono stato malissimo mentre accadeva e per almeno 4 o 5 giorni dopo. Non ho vergogna di ammettere che ho pianto in quei momenti, su Sempre per sempre di De Gregori, sul commento di Caressa (mentre il solito bergomi scureggiava le sue stronzate!). E proprio Caressa ha colto tutte le mie emozioni riguardo a quanto è avvenuto, sia nell'immediato che ora. La mia seconda vita, da quando cioè ho realizzato che a 20 anni avrei staccato il cordone ombelicale da tutto ciò che avevo di più caro...andavo via da casa, molto lontano e non ci sarei più tornato (a tutt'oggi!), è stata scandita da quell'uomo in quella foto. Sconfitte, vittorie, gioie, dolori, il tetto del mondo per due volte, l'inferno, le operazioni al ginocchio (le mie...due!) dopo duemila rotture, la donna della mia vita, il matrimonio, la gioia immensa dei figli. Tutto scorreva in parallelo. La bizzarra fortuna di essere presente a Torino in quella partita contro il Parma nel 1995, il suo primo scudetto, il primo dopo 9 anni senza vincere, vinto insieme a Roby (a cui avevo letteralmente toccato e tirato il codino nel maggio dello stesso anno, il mio idolo insieme a Michel) e poi l'ultimo proprio a Trieste, prima del lungo addio.
Che tumulto di emozioni indescrivibili...ma più che calcio questa è LIFE!

Infine un ricordo a quella che forse è stata la mia prestazione migliore dell'anno. Ovviamente io non vinco mai niente, solo la gioia di essermi divertito o quella di essere soddisfatto della mia gara. Sebbene sia stata la più chiaccherata, la più bestemmiata e maledetta, insultata e cancellata dai programmi di tanti triatleti, la meno precisa e malamente organizzata se paragonata al resto del circuito...bene, io ho trovato più del riscatto che cercavo, ho finito una gara in cui mi sentivo forte in tutto quello che facevo, sono stato con tanti amici...vecchi e nuovi, ho respirato un'aria straordinaria, mi sono divertito tantissimo e avrò sempre e solo ricordi bellissimi dell'Ironman Italy 70.3.




Buon anno a tutti!

martedì 4 dicembre 2012

Le ripetute del triatleta. (Zona Cambio #4)

Ispirato dall’allenamento odierno, il quarto dello stesso tipo ripetuto una volta a settimana, il giovedi, ho deciso di esternare le mie sensazioni a riguardo. Ho appena postato su face book una domanda che mi si propone quando devo fare le ripetute e so che purgherò (per me le ripetute purganti sono quelle di corsa…ma potrei capire benissimo le stesse sensazioni su lavori molto duri di nuoto, bici o combinati). Alcune risposte sono state confortanti fortunatamente. La domanda riguardava una scena classica che io vedo ogni giorno nel palazzo dove lavoro: vado a prendere il pranzo a sacco perché salterò la mensa per potermi allenare, per farlo passo davanti al bar che è invaso di colleghi per l’aperitivo…ma chi è più coglione tra me e loro?

Le ripetute incombono come una spada di Damocle sulla mia testa, forse è questa sensazione torcibudella che mi fa partorire questi dubbi. Però è proprio così, già al mattino appena sveglio mentre preparo lo zaino sto pensando alle ripetute e mi prende il mal di pancia. Poi il tram tram quotidiano prende il sopravvento e il cervello distoglie l’attenzione dalla tortura che inizierà esattamente a mezzogiorno. Ma quando arriva il momento di ritirare il sacchetto-viveri il momento sta arrivando. Di ripetute ce n’è di tantissimi tipi: corte, medie, lunghe, in salita, sul piano, in pista, su sterrato, con poco, medio, molto recupero, con recupero attivo, a ritmo medio, medio-veloce, veloce, velocissimo, A2, B1, B2, C1, Ctua, C3, crono ed alla velocità del suono! Io sto parlando di quelle che più stanno sulle palle!

Durante il riscaldamento c’è una sorta di sdoppiamento astrale, faccio le cose in automatico come se non fossi io a farle, gesti consolidati dalla consuetudine, corsa lenta, allungamenti, esercizetti di tecnica, leggero stretching, allunghi. Beh è arrivato il momento di partire, la titubanza nel premere la prima volta il tasto “lap” è legata all’attesa di una benedizione del cielo che non arriverà mai! Quindi è il momento di farsi coraggio e partire con la prima. La prima ripetuta può dare subito un responso importante su come stiamo quel giorno e su quanta sofferenza ci aspetta ancora. Ovviamente guardando il tempo della prima ripetuta il pensiero andrà a quanto carico c’è stato nei giorni precedenti per giustificare quel tempo, buono o cattivo che sia. Le frasi che mi passano in mente sono “però devo aver recuperato bene” oppure “la bici mi è rimasta nella gambe!” oppure “non mi sono scaldato bene”…in questo caso ho fatto un tempo veramente del piffero! Ma ormai ci siamo, i recuperi vanno rispettati rigorosamente, il ghiaccio è rotto ed il triatleta va avanti, non molla! Ripetuta dopo ripetuta si delinea, sempre nell’atroce sofferenza, la buona o cattiva giornata. I pensieri ricorrenti sono allo stato di completamento dell’allenamento su frazioni 1/10, 1/5, 1/4 eccetera o in percentuale 10%, 20%...fino ad arrivare alla metà. Qui se stiamo bene siamo arrivati GIA’ a metà, altrimenti siamo APPENA a metà!

Il triatleta porta a casa le sue ripetute “odiate prima e durante, tanto amate un secondo dopo aver terminato l’ultima” (cit. Pitt) a prescindere dal risultato. Risultato che comunque va analizzato in tranquillità, confrontandolo con le altre sedute dello stesso allenamento, controllando il rispetto dei recuperi, i progressi in termini di velocità e/o frequenza cardiaca. Normalmente a questo punto della giornata, con la pace nel cuore, il buonumore in circolo, la coscienza tranquilla, a seconda dell’esito positivo o negativo dell’allenamento ho le idee più chiare tra chi è più coglione tra me ed i miei colleghi!

  (versione integrale del post sul numero 4 di Zona Cambio, scarica il magazine qui)

martedì 13 novembre 2012

Impegno.

E' una parola importante, una parola che si affianca ad altre parole importanti: vincolo, obbligo, sacrificio, lavoro, costanza, obiettivo, resilienza, rinuncia, speranza, sudore, fatica....potrei ancora andare avanti e trovare altre parole che ben si agganciano o ci ruotano tutto intorno all'impegno. Vorrei rinchiudere in questa parola tutto il mio universo, in un asse temporale che va dall'immediato passato, si intreccia nel mio presente e mi proietta in un futuro non troppo lontano...perchè non si sa mai, perchè è meglio andare per gradi, piccoli step, altrimenti faccio il botto, la mia testolina vorrebbe farmi fare proprio tutto ciò che i miei occhi vedono, le mie orecchie sentono, vorrebbe assecondare tutte le mie voglie improvvise e folli....poi un gran respiro e cerco di razionalizzare, di mettere i piedi per terra e di pensare quanto lungo deve essere il prossimo passo...che c'è sempre l'imponderabile!

Ho ripreso le schede di allenamento dello scorso anno ed ho notato, dopo circa dieci giorni di lavoro, di essere in uno stato di forma decisamente buono, soprattutto se paragonato alla scorsa stagione. Guardando i numeri delle prestazioni in allenamento mi colloco nel periodo di febbraio, e se tanto mi dà tanto il margine di crescita è notevole. Si tratta comunque di sensazioni più che prestazioni cronometriche, ovvio che il confortevole incrocio di molti dati non può che avallare il fatto di "sentirmi" proprio bene. Il pensiero poi è volato a quanto bene mi sono allenato lo scorso anno fino al 1 luglio, alla belle sensazioni in gara a Pescara o nella frazione di corsa del Mugello e questo ovviamente è stimolante per tutto ciò che dovrà avvenire in futuro.

La programmazione delle gare è in fase embrionale, con tante option da valutare attentamente, ma prima di tutto c'è da vedere il calendario.

Il tempo, che come sempre è galantuomo, ha lavorato incessantemente consumando gli attriti, smussando gli spigoli, così da far diminuire i brutti momenti dello scorso anno. Un grande bivio si era aperto davanti a me, ma non è ancora tempo di imboccare quella strada bellissima che il cuore vorrebbe tanto io prendessi, sono ancora qui a camminare con il mio passo, con le mie gambe ed a testa alta sulla mia via.




giovedì 27 settembre 2012

Vacanze finite (era ora?)

Non volevo essere assente per tanto tempo, in realtà non lo ero. Mi sono reso solo un po' invisibile sopraffatto da tante vacanze, proprio non ce l'ho fatta a raccogliermi nella pace del mio blog. Sono tante cose che non sono riuscito a fare. Ad esempio allenarmi dignitosamente, sia qualitativamente che quantitativamente (...soprattutto), perchè il letto era troppo figo (ma quanto sonno avevo da recuperare!) perchè l'umidità del Salento mi ha fatto soffrire come un cane, soprattutto per i dolori alle ginocchia...insopportabili! ...e poi tante volte avevo voglia di stare con le mie bimbe e piuttosto che fare il lungo o il combinato veniva fuori la solita uscitella in bici. Nel frattempo il mondo è andato avanti, veloce anche...e veloci sono diventati tanti triatleti che prima battevo quasi senza rendermene conto, credo che il movimento medio si sia notevolmente elevato. Non ho fatto neanche il mezzo iron di Varano, siamo dovuti rientrare prima a casa. Un vero peccato visto il successo che ha ottenuto la Zero Edition del VLT, un vero peccato aver saltato l'incontro con tutti gli amici che hanno fatto la gara e che si sono divertiti un sacco, non senza sofferenze (ma dove c'è gusto non c'è mai perdenza!).

Ho gareggiato soltanto ad uno sprint, quello di casa mia...si sè svolto in pieno agosto, con una miriade di turisti e locali (soprattutto) poco tolleranti quando li obblighi a stare fermi un attimo che c'è una gara in corso. Quindi ci scappa il ferito, le bestemmie, le minacce---> "non faremo più questa gara!"...uffff.....
ho preso tante bastonate in questa gara perchè non ero competitivo per nulla, però mi sono divertito. Potrebbe essere stata la gara di addio ad un qualcosa a cui ho tenuto tanto, ma che forse sembra proprio sia giusto che termini, come tutto del resto nella vita!

Qui con il Maestro

Ora sono rientrato, dopo un po' di relax ho ripreso dalla corsa. Un po' di novità, sul lavoro e altre che per ora vanno prese con le pinze, sperando diano la tranquillità che ho perso 15 giorni prima di Klagenfurt. Inoltre sto testando l'ultimo acquisto, le Sir Isaac, le A3 della Newton...ma di tutte queste cose ne parleremo prossimamente.